Monghidoro, in breve
Monghidoro (Munghidôr nel dialetto locale), già Scaricalasino (ancora Schirgalèṡen nel dialetto locale, Dscargalèṡen in dialetto bolognese cittadino), è un comune italiano di 3 977 abitanti della città metropolitana di Bologna in Emilia-Romagna, situato a 841 m s.l.m. Secondo il censimento 2001, solo meno della metà di essi, 1 860, sono residenti nel nucleo principale del comune, mentre la parte rimanente risiede in frazioni e case sparse. È uno dei cinque comuni membri dell'Unione dei comuni Savena-Idice.
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Per la sua posizione geografica Monghidoro, che lo scrittore Giordano Berti ha definito "Crocevia dell'Europa", nel corso dei secoli è stato un luogo di passaggio obbligatorio tra la Pianura padana e l'Italia centrale. Ostrogoti, Bizantini e Longobardi perpetrarono diverse scorrerie nel territorio, quando, circa nell'VIII secolo, uno stanziamento dei Goti divenne duraturo, al punto da far chiamare il territorio con il toponimo latino Mons Gothorum (Monte dei Goti) da cui derivò, secondo una ipotesi avanzata dall'Olivieri, Monghidoro. Agli inizi del XIII secolo fu istituito un importante mercato in località La Fratta, a sud dell'abitato di Loiano, iniziando a creare alcune correnti di traffico alternative alla via più antica che collegava Bologna e Firenze.
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Chiostro della Cisterna - Rappresenta tutto ciò che resta del monastero olivetano del Ramazzotto, devastato dai bombardamenti alleati della Seconda Guerra Mondiale che ne hanno lasciato intonso un solo lato. Restaurato alcuni decenni orsono, si può notare il doppio ordine conventuale del loggiato cinquecentesco, il pozzo centrale per l'estrazione dell'acqua piovana resa potabile da filtri di carbone e i due più piccoli pozzi laterali che servivano al riempimento della cisterna per l'approvvigionamento idrico.
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Nel territorio comunale ha sede un Istituto Comprensivo che gestisce i plessi scolastici dei comuni di Monghidoro e Loiano. Nel capoluogo comunale sono concentrate la scuola dell'infanzia "Augusta Mariani Ferretti", la scuola primaria "Madre Orsola Mezzini" e la scuola secondaria di I grado "Maria Dalle Donne". Presso la scuola dell'infanzia è stato recentemente aperto un asilo nido comunale. Inoltre è presente sempre nel capoluogo una sede coordinata dell'IIS "Ettore Majorana" di San Lazzaro, dove è attivato il biennio unico dell'istituto tecnico tecnologico. Fino all'A.S. 2014-2015 era attivo nella stessa sede un corso di istituto tecnico commerciale organizzato dal IIS "Manfredi Tanari" di Bologna.
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La tradizione culinaria risente della posizione geografica al confine tra Emilia-Romagna e Toscana con rielaborazioni legate ad ingredienti legati alla tradizione contadina della montagna e all'utilizzo di prodotti locali quali castagne, funghi ed erbe aromatiche. Per quello che riguarda i primi piatti, oltre a quelli tipici della cucina bolognese: tortellini, tortelloni, lasagne, tagliatelle, ne sono presenti altri tipicamente locali, tra cui gli stiancun cun l'ajeda, una sottilissima sfoglia di farina e acqua strappata a mano direttamente sull'acqua in ebollizione (da cui il nome dialettale stiancun, "strappato") e condita con un sugo, preparato in precedenza, di aglio e noci pestate finemente e bolliti nel latte.
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Nel 2001, su un totale di 1 580 occupati, 49 erano impiegati in agricoltura e 819 in altre attività. Gli occupati in agricoltura risultano quindi circa il 3,1% contro il 3,4% della media provinciale e l'1,0% del comune di Bologna. Delle 286 attività economiche presenti nel territorio, 8 erano in agricoltura, 25 nell'industria manifatturiera, 81 nelle costruzioni, 67 nel commercio e riparazioni, 20 in alberghi e esercizi pubblici, 6 in trasporti e comunicazioni, 7 in credito e assicurazioni e 72 in altri servizi. La dimensione delle imprese nel territorio comunale è molto ridotta: infatti ben 177 delle 286 imprese sono costituite da un solo addetto, solo 5 hanno almeno 10 addetti e non esistono imprese con 50 addetti o più.
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L'altitudine del capoluogo è 841 m s.l.m. e all'interno del territorio comunale varia da un minimo di 400 m s.l.m. a nord, ad un massimo di 1229 m s.l.m. sulla cima dell'Alpe, nella parte sud. Il capoluogo è quello con l'altitudine maggiore di tutta la Provincia di Bologna.
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